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Dalla Tav all’acqua pubblica, quando il governo ha ancora molto da fare

Pochi minuti dopo l’insediamento del governo Conte, il  ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva dichiarato che l’esecutivo sarebbe durato «almeno dieci anni».

Durante i mesi successivi, il leader della Lega e il suo alleato Luigi Di Maio hanno più volte ripetuto che l’attuale maggioranza sarebbe arrivata a fine legislatura, portando a termine tutti gli obiettivi presi in campagna elettorale.

Dopo un anno di governo, il lavoro da fare è ancora molto, visto il ritmo con cui Lega e Movimento 5 stelle stanno mantenendo le promesse contenute nel Contratto di governo.

Nel nostro progetto Traccia il contratto, abbiamo verificato che su quasi il 90 per cento delle promesse fatte il governo deve ancora mantenere la parola data. In particolare, nei giorni del primo “compleanno” del governo, 129 impegni risultano essere in corso di realizzazione: questo significa che alcuni passi avanti sono stati fatti, senza però raggiungere i traguardi prefissati.

Giustizia e ambiente: lavori in corso

Sulle 317 promesse del Contratto di governo, quelle in fase di realizzazione sono poco più del 40 per cento.

Se si guarda ai singoli capitoli, quelli con più promesse in corso d’opera sono dedicati alla giustizia (con 18 promesse in corso su 40), all’ambiente (16 su 22) e alle riforme costituzionali (9 su 20).

Il capitolo dedicato alla sanità è quello con più promesse in corso, in percentuale: 6 su 7, oltre l’85 per cento. Il dicastero guidato da Giulia Grillo (M5s) ha preso una serie di misure per ridurre le spese sanitarie, rivedere la governance farmaceutica, ridurre i tempi d’attesa ospedalieri e informatizzare il sistema sanitario nazionale. Ma in questo ambito i primi passi non hanno davvero portato a realizzazione tutti gli impegni.

Discorso analogo vale per le tematiche ambientali: oltre il 70 per cento delle promesse fatte per contrastare l’inquinamento ambientale, il riscaldamento globale e incentivare le energie rinnovabili sono soltanto agli inizi.

Per esempio, il 27 febbraio 2019 è stato presentato “ProtteggItalia”, il piano nazionale contro il dissesto idrogeologico, per la messa in sicurezza del territorio e per opere di prevenzione del rischio. In totale, gli stanziamenti messi a sistema per il triennio 2019-2021 sono 10,8 miliardi di euro (di cui 3 miliardi già disponibili per opere cantierabili) che saranno utilizzati per finanziare interventi infrastrutturali in tutto il Paese.

Inoltre, 9 promesse su 15 nel capitolo sulla Disabilità hanno visto i primi risultati concreti, ma non definitivi per considerare gli impegni mantenuti.

Dall’acqua pubblica alla Tav

Due ambiti in cui la maggioranza ha iniziato ad agire, senza però mantenere davvero quanto scritto nel Contratto, riguardano poi l’acqua pubblica e la Tav Torino-Lione.

Al 28 maggio 2019, è infatti ancora in esame alla Commissione Ambiente della Camera una proposta di legge del M5s – a prima firma di Federica Daga – a favore di «una gestione pubblica partecipativa e trasparente dell’acqua».

Nel testo, si legge che per l’Italia «la grande opera più utile è restituire ai cittadini un sistema di gestione serio del servizio idrico integrato, che ripristini quanto prima una rete di infrastrutture idriche degne di questo nome rinnovando la rete idrica dove serve, bonificando le tubazioni dalla presenza di amianto e di piombo nonché portando le perdite al minimo, in modo da garantire acqua pulita e di buona qualità in tutti i comuni italiani».

In questo ambito, però, la maggioranza sembra essere divisa, con la Lega che sarebbe perplessa, secondo fonti di stampa, dai costi delle misure previste.

Per quanto riguarda l’asse ferroviario Torino-Lione – la Tav, insomma – il Contratto di governo promette la ridiscussione integrale del progetto. L’analisi costi-benefici dell’opera, pubblicata il 12 febbraio 2019 dalla commissione incaricata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha espresso parere negativo nei confronti della Tav: la Torino-Lione avrebbe costi maggiori per lo Stato e la collettività superiori ai benefici.

A inizio marzo 2019, l’esecutivo a guida Lega e M5s ha comunque preso ancora tempo sulla realizzazione effettiva dell’opera, per ridiscuterne i termini con la Francia, ma dando seguito alla pubblicazione dei bandi di gara (con un valore di circa 2,3 miliardi di euro) per la realizzazione del tunnel di base.

Scopri tutte le promesse in corso.

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